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PASQUA: Bassa o Alta?
Mi ha sempre incuriosito la citazione di Renato Pozzetto che infilandosi in bocca una bella fettona di dolce pasquale recitava: "Una volta è bassa, una volta è alta, ma quando arriva, arriva!"
Tutti sappiamo che la Pasqua ricorre di domenica alla fine della quaresima che segue il Carnevale ... ignari, in molti casi, del perché la ricorrenza possa spaziare in un arco di tempo che va dal 22 di marzo al 25 di aprile con un intervallo di più di un mese tra quella più vicina (bassa) a quella più lontana (alta) .
La regola seguita per fissare, anno per anno, la data mobile di questa festa religiosa viene calcolata attribuendo ad essa la domenica successiva al plenilunio dell'equinozio di primavera (21 marzo) in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata (12 ore).


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La relazione tra equinozio e fasi lunari, produce uno scostamento temporale che determina la data in cui verrà celebrata questa festa religiosa e il precedente Carnevale che finisce il 1° giorno di quaresima.
Il Cannocchiale


Approfondimenti e Curiosità

Il Concilio Ecumenico di Nicea - anno 325 - stabilì che la Pasqua sarebbe dovuta cadere, d'allora in poi, "nella prima domenica susseguente il primo plenilunio della primavera". Come si vede, due riferimenti alla Terra, uno diretto (l'equinozio) l'altro indiretto (la luna piena).
Però gli studiosi dell'epoca stabilirono che la primavera iniziasse sempre il giorno 21 marzo. Oggi sappiamo che non è proprio così, in quanto la primavera puo' anche iniziare il 20 o il 22 marzo. Ad esempio, in questo e nei prossimi trent'anni, la primavera astronomica inizierà quasi sempre il 20 marzo. Ciò è causato dal fatto che l'anno astronomico, il periodo, cioè, che la Terra impiega a compiere un'intero giro attorno al Sole, non è esattamente di 365 giorni, ma di 365,2522 giorni (= 365 giorni e un quarto, circa). Perciò queste sei ore di differenza, che ogni quattro anni provocano l'anno bisestile, concorrono a spostare, sul nostro calendario civile, l'istante dell'equinozio di primavera, il momento in cui la Terra raggiunge il punto della sua orbita in cui la linea separatrice dell'emisfero illuminato da quello immerso nell'ombra coincide con un meridiano, e passa perciò dai due poli. In quel giorno, la durata della luce e quella della notte coincidono: dodici ore. Da qui la parola equinozio. Una cosa analoga avviene all'equinozio di autunno, il 23 settembre.
Allora, una volta che la data dell'ingresso della primavera era fissata al 21 marzo, poteva capitare che quel giorno vi fosse il plenilunio, e che, inoltre, quel giorno fosse un sabato. In questo caso - estremamente raro - l'indomani era la domenica di Pasqua. La cosiddetta Pasqua bassa. L'ultima volta che ciò è capitato, cioè la Pasqua che cade il 22 marzo, correva l'anno 1821!
Se invece il plenilunio è già avvenuto, occorre attendere quello successivo, in aprile. Se questo plenilunio, il primo dopo l'inizio della primavera, cade di domenica, quel giorno non puo' essere Pasqua (la domenica dev'essere "successiva" alla Luna piena), e bisogna aspettare la domenica seguente. Al massimo si puo' arrivare al 25 aprile, quando la Pasqua è detta "alta".
Anch'essa è piuttosto rara, ma non quanto la data del 21 marzo. L'ultima volta che abbiamo festeggiato la Pasqua alta è stato durante la guerra, nel drammatico anno 1943. Pertanto quest'importantissima festa cristiana puo' cadere solo in una domenica compresa fra il 22 marzo e il 25 aprile.
*"Non sequitur Marcum, non precedit Benedictum"*, non puo' seguire la festa di San Marco - 25 aprile - nè precedere quella di San Benedetto - 21 marzo. Effettivamente, la locuzione latina non è proprio corretta, perchè abbiamo visto che la Pasqua non solo non puo' precedere San Benedetto, ma non puo' nemmeno verificarsi in quel giorno del 21 marzo.
Nei prossimi anni vi saranno delle date piuttosto eccezionali, in cui celebreremo la grande festa cristiana.
Nell'anno 2008 la festa cadrà molto vicino alla data della Pasqua bassa, e cioè il 23 marzo (caso molto raro, l'ultima volta nel 1913) mentre dopo altri tre anni, nel 2011, la Pasqua avverrà quasi nella data massima. Cadrà infatti il 24 aprile, e questo fatto avrà una conseguenza pratica un po' spiacevole: perderemo una festa... Infatti il giorno 25 aprile avremo la coincidenza della festa di Pasquetta con quella della Liberazione!
Tre anni fa Pasqua è caduta il 23 aprile, e abbiamo avuto, in tutt'Italia, tre giorni consecutivi di festa ufficiale, circostanza piuttosto rara nel calendario italiano.
Ricordo, con l'occasione, che la festa del Lunedì dell'Angelo, detta anche Pasquetta, o Lunedì di Pasqua, non è affatto una festa religiosa, nè tanto meno (tranne che nel 2011....) una festa civile, patriottica. Si tratta infatti di un giorno festivo, introdotto dallo Stato italiano nel dopoguerra, e che è stato creato per "allungare" la festa della Pasqua. In modo da rendere quel giorno più festoso e sereno, senza il pensiero incombente del lavoro dell'indomani.
Lo stesso avviene per il giorno del 26 dicembre, indomani di Natale: non è festivo perchè cade la festa di Santo Stefano, come comunemente si crede, ma perchè è il giorno che segue il Natale. Qualunque santo venisse commemorato il 26 dicembre, quel giorno sarebbe festivo. Infatti, come molti sanno, Santo Stefano non è una festa di precetto per i cattolici, cosa che comporterebbe l'obbligo di assistere alla S. Messa.
Io chiamo ambedue i giorni, Pasquetta e Santo Stefano, "feste di comodo", create appunto per accrescere la serenità e il clima di vacanza di questi due giorni di grande festa, Pasqua e Natale.
In alcuni Paesi cristiani questi due giorni sono lavorativi, come accadeva in Italia fino al 1949. Per sincerarsene basta consultare una di quelle agende che le banche regalano ogni fine anno ai vari clienti: un'apposita tabella indica i giorni festivi per i principali Stati del mondo.

Vito La Colla